Scuola pubblica e libri ‘comunisti’

22 04 2011

Sig Direttore,
dall’attacco a tutte le istituzioni democratiche la scuola statale non è stata risparmiata. Gli insegnanti sono accusati di “inculcare” valori contrari a quelli della famiglia e i libri di testo, specie quelli di storia, sarebbero colpevoli di “plagiare” le giovani generazioni a fini elettorali, di “gettare fango su Berlusconi”. Con la condivisione del ministro della Pubblica Istruzione, si è arrivati a chiedere una commissione d’inchiesta e il progetto di legge in proposito è stato già depositato alla Camera.

 Degli insegnanti si può dire tutto e il contrario di tutto perché non esiste – finora – un censimento ufficiale delle loro idee, ma per i libri di testo basta leggere il sito della Mondadori.Vi si scopre che l’editoria scolastica è tutta nelle mani di Berlusconi. Dovrebbe essere l’opposizione ad agitarsi e a denunciare il monopolio delle sue case editrici sotto l’ombrello dalla galassia Mondadori. La Mondadori Education riunisce, infatti, 12 marchi, una volta indipendenti, dalla gloriosa Einaudi a Mursia, da Le Monnier a Signorelli, da Piemme a Minerva, da Juvenilia a Poseidonia, da Electa a Salani, a Scuola & Azienda. E non è finita. Nella scuola primaria e secondaria la Mondadori berlusconiana è culturalmente dominante con i suoi periodici scolastici e nell’Università è presente con il segmento dell’editoria universitaria. Anche il web “Pianeta scuola” è marcato Mondadori. Parafrasando il poeta, si potrebbe concludere: “dovunque il guardo io giro, immenso Berlusconi ti vedo”.  Altro che egemonia culturale della sinistra. Forse una volta, ma eravamo nel secondo millennio.

Ezio Pelino

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2 responses

30 04 2011
Salvatore

Ma è proprio ossessionato il nostro Cavaliere. Vede i comunisti ovunque e si vuole difendere dai comunisti sempre.Ma dove sono ?

3 05 2011
AMERICO LUCA CARLONE

Se avessi una qualsivoglia responsabilità( amministrativa/decisionale/culturale) nella società “MONDADORI” di proprietà di tutti gli azionisti e non slo di Berlusconi, mi sentirei “offeso” dal commento di Ezio Pelino perchè, sono sicuro, i dirigenti responsabili delle pubblicazioni, sono LIBERI. Certo, c’è una cultura comunista predominante( che viene e che va a fasi più o meno alterne) ma, non voglio fare lo stesso errore nell’elencare come “questa cultura comunista” si è, nel passato, abbondantemente diffusa anche con i soldi del cittadino contribuente. Se non altro la casa edittrice Mondadori non chiede(per quel che so io) soldi allo stato.

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