A proposito…

18 07 2009

bersani

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, già deputato ai tempi dei Ds, ha deciso di iscriversi al PD. Decisione legittima e assai rispettabile come lo sono peraltro tutte le altre. Lo ha annunciato oggi con una lettera a Bersani per testimoniargli la propria disponibilità a sostenere la sua corsa alla segreteria del PD. Lo ha fatto nel pieno di una competizione congressuale in atto, dura e senza risparmi di colpi, con il suo antagonista Franceschini. A noi francamente, rispetto alla drammaticità della situazione che tutti stiamo vivendo non ci frega molto né dell’uno, nè dell’altro. Avremmo però preferito che Cialente, sindaco della città dell’Aquila, città ferita dal terremoto, che in questo momento è anche il simbolo della speranza e della solidarietà diffusa, dell’amore e del sogno per un divenire piu’ fortunato, non si fosse schierato in maniera cosi’ plateale. Perchè?

Noi riteniamo che in questi primi cento giorni del dopo terremoto se c’è stata una strategia vincente per gli aquilani è stata certamente quella della coesione e dell’unione fra, e dentro, i partiti accomunati tutti dall’unico desiderio: garantire alla città e alla sua gente il massimo sforzo possibile che tradotto in lingiaggio semplice voleva significare ,e significa ancora oggi, realizzare il massimo della convergenza politica per il bene dell’Aquila. Questo non significa affatto che l’adesione al progetto Bersani e la promessa ( scritta con inchiostro simpatico a Cialente a non lasciare soli gli aquilani) possano compromettere qualcosa. Però la mia sensazione è che ora non tutto possa continuare ad essere come prima. Ci sbaglieremo, però noi abbiamo questa sensazione e abbiamo il dovere di segnalarlo ai nostri lettori. La ragione? Il sindaco dell’Aquila è il rappresentante di una grande istituzione e in quanto tale dovrebbe restare fuori da queste beghe di parrocchia. Una cosa è certa: a Berlusconi, al quale si possono rimproverare talune stravaganze e goliardie, nessuno dal 6 aprile in poi venendo a L’Aquila per ben 17 volte, ha mai sentito fare un discorso di parte politica o assumere un atto o un’iniziativa di parte come quella compiuta da Cialente. Lo stesso discorso mi pare si possa fare di Chiodi, governatore di centro destra, ma soprattutto il Presidente della Regione e non componente dell’area di Forza Italia o della corrente della Brambilla o della Carfagna. E’ una questione di opportunità politica, sopratutto in questo momento cosi’ delicato.Quando si assolve ad un ruolo istituzionale di grosso rilievo non si puo’ fare il gioco di parte o di una parte. Non sappiamo quali saranno le reazioni dei sosteniotri di Franceschini e soprattutto se garantiranno d’ora in avanti a Cialente la stessa collaborazione e lealtà. Probabilmente si. Ed è anche giusto. Ma il fatto che il dubbio possa assalire tanta gente in una fase così delicata francamente non ci piace.

Asterix


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Una risposta

19 07 2009
Carlo

Caro asterix, probabilmente hai ragione.Non è bello che il sindaco dell’Aquila diventi l’espressione di una parte della comunità aquilana decidendo di tuffarsi nella bagarre precongressuale del Pd. I suoi concittadini hanno bisogno di un sindaco che li rappresenti tutti alla stessa maniera. Forse schierarsi con Bersani, o con l’altro candidato ,non significa nulla perchè l’Aquila in questo momento ha bisogno di tutti. E poi sempre nella giornata di ieri un secondo episodio: Cialente minaccia di restituire la fascia di sindaco se il Governo non si decide ad aiutare gli aquilani. Due casi diversi ma assai significativi anche se nessuno ha capito perchè questi due episodi si sono verificati quasi in contemporanea.Pura coincidenza o calcolo elettorale in vista del Congresso

Carlo Del Boccio

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