Il Grillo per la testa

17 07 2009

grillo

E’ di qualche ora fa la notizia dell’iscrizione di Beppe Grillo al PD. Il Blogger genovese sarebbe il tesserato numero 40 del circolo Martin Luther King di Paternopoli (Avellino). Ad autorizzare il tesseramento è stato il segretario del circolo locale Andrea Forgione,  quarantacinquenne infermiere professionale. Secondo Forgione infatti : “Il caso Grillo costituisce un precedente molto grave . Chi ha infatti la legittimazione a decidere chi tesserare e chi no? Beppe Grillo non è iscritto a nessun altro partito e ha una fedina penale pulita, quindi perchè negargli la tessera? Non vogliamo che il Partito democratico si trasformi in un partito burocratico”.

La vicenda Grillo sembra dunque aver travolto, almeno a livello mediatico, gli equilibri del PD. Molte infatti sono le critiche lanciate nei confronti dell’iniziativa del comico genovese. Bersani, Franceschini, Fassino hanno espresso senza indugi il loro rifiuto a una possibile candidatura del comico genovese a segretario del Partito Democratico. Per la Commissione di Garanzia “non ha i requisiti”.

Di opposta opinione invece Ignazio Marino, terzo candidato alla segreteria (insieme a Francescini e Bersani), secondo cui «Seguendo le regole della democrazia, chiunque ha le carte e le firme lo può fare. Io non giudico le persone, se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui temi che preoccupano le persone che vivono nel Paese, non vedo perché debba essere escluso».

Ma questo prevalente atteggiamento di chiusura del PD nei confronti della possibile candidatura del blogger genovese non rappresenterà una sorta di autogoal? Mostrarsi ostili e schivi non potrebbe voler dire “abbiamo paura”? Seguendo l’opinione dei vertici PD, Grillo non ha le carte in regola per sedere alla segreteria del partito…e allora? Perché non lasciare che si schianti da solo? La stessa perplessità sarebbe valida anche nel caso in cui la paura fosse effettivamente fondata. Se Beppe Grillo dovesse vincere le primarie del PD non significherebbe che il problema è alla fonte, ossia nei vertici del partito?

Mani che Disegnano di M. EscherTra le critiche più forti nei confronti del Partito Democratico ci sono i giornalisti Marco Travaglio che titola il suo articolo “molto partito, poco democratico e Paolo Flores d’Arcais (direttore della rivista di filosofia e politica micromega) secondo cui “cercando di impedire a qualcuno, in regola con lo Statuto, di iscriversi, i dirigenti del Pd dimostrano di avere la vocazione dei cacicchi anziché dei leader”. Insomma, sono molte le domande che sorgono dall’atteggiamento di ostilità del partito democratico che, almeno a livello di immagine, non ne esce di certo rinforzato e al contrario sembra avvolgersi su se stesso in una paradossale spirale negativa, un po’ come il famoso quadro del pittore Maurits Escher “mani che disegnano”.

m. s.

La Commissione di garanzia: «Non ha i requisiti»


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Una risposta

29 07 2009
Adolfo Gattini

La class action non solo per la telecom!, ma sopra tutto nei confronti di questi cialtroni di politici che negli anni si sono mangiati l’Italia. Per quale motivo un Dalema o un qualsiasi altro “disonorevole” come lui che hanno preso delle decisioni IMPROVVIDE non devono pagare i danni che hanno causato agli Italiani???
Per quale motivo i cittadini che pagano le tasse non hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi?
Per quale motivo tutti i Partiti vengono finanziati con i soldi degli italiani?
Per quale motivo “La casta” decide di essere immune da ogni e qualsiasi richiesta di risarcimento danni che ha causato e continua a causare agli Italiani???
I nostri antenati “greci” alla fine del mandato del “disonorevole” di turno che aveva solo creato danni; lo buttavano giù da una RUPE. Non sarebbe il caso anche per noi italiani prendere spunto dai nostri antenati!!!
F.to Il pensionato

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