proveniente da http://www.flickr.com/photos/claudiosoavi/3272220454/
La convinzione, personale, che vado maturando in queste ore, è che per la vicenda terremoto si sta entrando in una fase assai delicata. Dopo quaranta giorni dedicati all’emergenza con la politica tenuta volutamente lontana dalla gente e dai problemi del terremoto in queste ultime ore si percepiscono segnali assai strani.
Più volte abbiamo evidenziato la capacità della gente aquilana che di fronte alla tragedia che ha colpito quella comunità la politica locale e regionale ha saputo compattarsi ed aiutare, per certi aspetti, perfino il lavoro della Protezione civile. Più volte abbiamo sollecitato gli amministratori comunali di Sulmona a rimboccarsi le maniche, ad imitare nei comportamenti gli aquilani, a stare insieme e a rivendicare un ruolo preciso, possibile, per la seconda e terza fase del post terremoto. Sono state settimane difficili quelle che ci siamo lasciati alle spalle perché mentre il fronte unitario aquilano si rafforzava quello di casa nostra si disperdeva tra confusione, disorganizzazione, silenzi e polemiche un pò pacchiane. Molte istituzioni locali stavano alla larga e apparivano loro stesse terremotate. Per settimane abbiamo sollecitato la Comunità Montana Peligna a svegliarsi e darsi una mossa (quella della marisca è stata molto attiva nei rapporti con l’Università dell’aquila), per giorni e giorni abbiamo sollecitato il Comune di Sulmona a promuovere iniziative con i comuni del circondario.
E’ chiaro che la presenza assidua di Berlusconi a L’Aquila ha tolto visibilità e ruoli a tutti a cominciare dai parlamentari abruzzesi incapaci di promuovere una riunione, un’iniziativa bipartisan. Di Franco Marini si sono perse le tracce per settimane,di Lolli pure. Poi è successo un fatto che è sfuggito a tanti osservatori politici. Alla vigilia della seduta solenne del Consiglio regionale del sei maggio, quindi ad un mese di distanza, il Pd abruzzese si è dato una strategia diversa quella di fare opposizione dura contro tutto a cominciare dal decreto-terremoto. Ad onor del vero Stefania Pezzopane è stata la prima a criticare la portata del provvedimento, gli altri sono arrivati dopo. Ed allora è successo che la vicenda terremoto nel pieno di una campagna elettorale , strana e atipica, è divenuta la materia del contendere. Molti amministratori (quasi sempre di area ex ds) si sono cominciati a muovere, a riunirsi,ad organizzarsi. Il piu’ attivo è stato il sindaco di Raiano ma anche Pratola e perfino la Comunità montana ha capito che forse era necessario rompere il letargo. Un merito preciso va riconosciuto all’Assessore provinciale Nannarone. Ma quello che ho apprezzato è stato il tentativo di ragionare in maniera unitaria e di fare squadra. Cosi’ ho visto mobilitarsi insieme ad esponenti del centro sinistra anche il sindaco della città, i parlamentari locali (A proposito ora che Aracu non è piu’ Presidente dei Giochi chi gli chiederà di ripagare con il suo impegno la città che lo eletto a rango di deputato per diverse volte?). Tutti impegnati su un unico obiettivo: allargare i benefici del decreto anche ai comuni della valle peligna.
Se non ci saranno colpi di scena forse già martedì si potranno cogliere i primi effetti del provvedimento con il varo della zona franca urbana a tutto il territorio dell’intera provincia. Sarebbe un bel colpo anche per la nostra zona. E se a questo si andranno ad aggiungere anche gli effetti del Fsue (fondo di solidarietà unione europea) forse il risultato sarà ancora migliore. Staremo a vedere. Ma proprio nella giornata di oggi , sabato, a L’Aquila il Consigliere De Matteis (aquilano doc) insieme a rappresentanti di Confindustria e Ance hanno sostenuto che la zona franca urbana dev’essere circoscritta solamente al comune capoluogo mentre per gli altri occorrono strumenti diversi. Una posizione che ha irritato il Presidente della Regione Chiodi che ha confermato che allargare i confine della Zfu non significa penalizzare il capoluogo e che questa posizione sarà recepita nel decreto. Ma perché questa posizione di De Matteis (Mpa) che è bipartisan che è condivisa da tutti i politici aquilani (centro destra e centro sinistra) è stata espressa proprio da una componente cosi’ piccola ? Opportunità politica del momento.
Ma le polemiche di queste ultime ore hanno irritato perfino Bertolaso che ha denunciato che non si puo’ fare campagna elettorale sulla pelle dei terremotati .Sic! Intanto è apparso sui muri della città (finalmente!!) un manifesto a firma del Pd di Sulmona. Scritto con inchiostro simpatico oltre a criticare sindaco e parlamentari locali va però a scomodare (non se ne capisce il senso) perfino De Gasperi. Perbacco,mi sono chiesto, come mai proprio don Alcide oggi quando la settimana scorsa nessuno si è ricordato di Aldo Moro a 31 anni dal suo martirio? Allora mi viene da pensare che anche in questo caso il Pd pensa piu’ a dividere che a costruire. A L’Aquila capita l’opposto: si pensa piu’ a costruire che a dividere. Oppure non avendo meglio da proporre si diletta a criticare, saggio esercizio ma di questi tempi è insignificante. Mi viene da pensare che questo partito (anche perché gli altri sono scomparsi) somiglia sempre piu’ a quella utilitalitaria: bella ne colore della carrozzeria, ma debole nella corsa soprattutto perché ha le ruote.. sgonfie. Buona domenica a tutti.
Asterix
(da ‘La domenica del villaggio 17 mag.’09)
SCARICA L’ULTIMO NUMERO DI Abruzzo La Ripresa 18.05.2009








Caro Asterix,
ho letto anch’io il manifesto fatto affiggere in questi giorni dal Pd di Sulmona.Se questo è il metodo del confronto occorrerne prendere atto. Già perchè se in Regione e in Parlamento ora governa il centro destra fino a Natale le cose erano invertite. C’era il centro sinistra,c’era il club Del Turco,c’erano i parlamentari ex Ds (Lolli), consiglieri e assessori regionali non c’erano lo stesso,ma i problemi ,quelli si, che loro li conoscevano. Ricordate Del Turco che arrivo’ in pompa magna a Sulmona per la storia delle ferrovie che andavano rafforzate; la storia delle caserme che si dovevano chiudere il progetto parttì con il Governo Prodi. Vogliamo continuare? E allora a chi gioova c omportarsi di fronte ad un’emergenza come quella che si sta vivendo alimentare queste polemiche?
Mimmo ( Sulmona)
Caro Asterix. La società di mutuo soccorso dei ns. nonni caratterizzava la civiltà contadina come punto di forza. Ora nell’era post indutriale noi eredi dei “cafoni” abbiamo perso quell’ antica virtù, forse perchè ci crediamo più potenti de nostri antenati, invece è bastato che “la carta girasse” e per giunta arrivassero terremoti prima politici (2008) e poi geologici (2009) per farci ritrovare con una mano avanti e una dietro, incapaci di prenderci per mano e lottare gomito a gomito! Si dice che la necessità aguzza l’ingegno, mi auguro che questa necessità ci ridemensioni affinchè rimpariamo a remare insieme come i nostri nonni. Per quanto riguarda De Matteis non trovo che sia un atteggiamento da espontente politico di una città leader come dovrebbe essere L’Aquila, se pensa solo a se stessa; sarebbe come un capo famiglia che nella disgrazia pensa a salvarsi da solo e non con la propria famiglia…. fermo restando la diversa gravità,sarebbe il caso di ricordare che è vero la provincia aquilna è composta da 108 comuni, ma si contano sul palmo di una mano quelli che sono sopra i 5000 abitanti. Tutti insieme siamo meno di un piccolo quartiere di Roma, perchè lo stato sta lesinando in modo così meschino? Se non ha soldi da darci, almeno che non ce li chiedesse, adottando provvedimenti seri di defiscalizzazione, come zona franca appunto! Ciao
Abruzzowolf http://www.lupoabruzzese.ilcannocchiale.it
Spett.le redazione,
domani è il giorno tanto atteso sulla decisione del Senato sul decreto emergenza terremoto in Abruzzo. Dalle notizie che rimbalzano da Roma sembra che gli emendamenti da esaminare si aggirino intorno ai 600. Pur comprendendo l’attenzione delle istituzioni verso il dramma che ha coinvolto la città dell’Aquila e molti centri abruzzesi molte di queste iniziative sono di indubbio intreresse a cominciare dagli interventi per le riparazioni,le ricostruzioni, la zona franca ecc. Altri emendamenti sono strumentali. Ho però la sensazione che la politica voglia utilizzare questa occasione anche per altri scopi per esempio quello di riportare l’attenzione del governo su altri temi, parimenti importanti, che riguartdano la regione (lavoro,occupazione,trasporti). Speriamo che non venga fuori un provvedimento pastrocchio.
Alfonso
[...] Con le ruote..sgonfie La Siringa – PeopleRank: 75 – 17-05-2009 … Di Franco Marini si sono perse le tracce per settimane,di Lolli pure. Poi è successo un fatto che è sfuggito a tanti osservatori politici. Alla vigilia della seduta solenne del Consiglio regionale del sei maggio, quindi ad un mese di distanza,… Persone nome : Stefania Pezzopane + vota [...]